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  finzioni O God, I could be bounded in a nutshell and count myself a King of infinite space.
 
Diario
 



18 ottobre 2007

Calendari ermetici

-Sei il solito signore.

-a proposito, il calendario fa' cagare. tu ci sei 24 volte, io 25 e trevis miracolosamente 27. c'è un periodo in cui io gioco una volta in un mese e mezzo, mentre trevis gioca con regolarità impressionante. è vero che se Philipp non viene, si libera un sacco di spazio, ma rimane la stronzata di fondo.
già sostituendo te a trevis nell'ultima giornata un po' si riequilibrerebbe.
altro che signore, quando mi gira di scassare il cazzo divento un fuoriclasse. saludos


-Il calendario l'ho fatto io. ti sarai anche avvicinato al maggior corpo ch'è pura luce, ma rimani comunque un grandissimo pestatore di maroni.
Si. un errore l'ho fatto. avrei voluto farti giocare il meno possibile e possibilmente in giorni in cui sarai già impegnato a fare altro. Invece per 15 potenziali volte ammorberai i tuoi avversari con il tuo ributtare svogliato.
Mi consola solo il pensiero che prenderai una serie di sei zeri da marco. quella "o" in più sarà il tuo incubo.
amen




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11 agosto 2007

Scarlett Carson

 Ultimamente mi rincorre il film "V per Vendetta" regia di JAMES McTEIGUE con HUGO WEAVING e NATALIE PORTMAN. Lo trovo ovunque, su Sky, in DVD e l'ho visto anche l'altra sera sulla televisione belga.

Nel film, durante la sua prigionia, Evey (Natalie Portman) trova una lettera scritta da Valery, una lesbica torturata e uccisa per la sua omosessualità, che racconta la sua vita su un pezzo di carta igienica. Con queste parole:


"So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi ma non mi interessa:io sono io. Mi chiamo Valery ..non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita: questa è l’unica autobiografia che scriverò e…Dio mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985 non ricordo molto dei miei primi anni ma ricordo la pioggia.

Mia nonna aveva una fattoria e mi diceva sempre che dio è nella pioggia.

Superai l’esame di 3°media ed entrai al liceo femminile ed incontrai la mia prima ragazza…Si chiamava Sara e..furono i suoi polsi: erano bellissimi! Pensavo che ci saremmo amate per sempre.

Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale…che sarebbe passata col tempo. Per Sara fu così.. per me no.

Nel 2002 mi innamorai di Cristina. Quell’ anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Cris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava, ma non mi guardava: mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente: ma io avevo detto solo la verità! Ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo: è il nostro ultimo spazio, ma all’interno di quell’ultimo centimetro siamo liberi.

Avevo sempre saputo cosa fare nella vita e nel 2015 recitai nel mio primo film e fu il ruolo più importante della mia vita: non per la mia carriera, ma perché fu li che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra all’infuori delle sue.

Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra: lei coltivava le “Scarlett Carson” per me nel vaso sotto la finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita. Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra. A quel punto non ci furono più rose ..per nessuno.

Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole: parole poco comuni come “fiancheggiatore” “risanamento”.. divennero spaventose. Mentre cose come “fuoco nel Reno” e gli “articoli della fedeltà” divennero potenti.

Ricordo come “diverso” diventò “pericoloso”. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.. presero Ruth mentre faceva la spesa: non ho mai pianto tanto in vita mia; non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.

Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto tanto orribile.. ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.

Morirò qui: tutto di me finirà.. tutto tranne quell’ ultimo centimetro. Un centimetro.. è piccolo ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere: non dobbiamo mai perderlo o spenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino. Spero che chiunque tu sia almeno tu possa fuggire da questo posto. Spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio…ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò e non piangerò con te e non ti bacerò …mai : io ti Amo, dal più profondo del cuore: io ti amo.

Valery




[In realtà la rosa Scarlett Carson non esiste:  la varietà indicata nella serie a fumetti originale era la Violet Carson, ma per qualche strano motivo, è stata rinominata nel film. Forse non volevano tenere la stessa iniziale del protagonista principale..]




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11 agosto 2007

Il Belgio e la politica

In Belgio si può ancora fare qualcosa di nuovo per riavvicinare la gente alla politica. Lo dimostra  la candidata al Senato Tania Derveaux, del partito "Nee", che, se sarà eletta, ha promesso 40.000 blowjobs a chi ne avrà fatto richiesta inviando l'apposito modulo su Internet.

Basta compilare la scheda, e, la signorina si presenta direttamente a domicilio per spiegare personalmente, dopo alcune verifiche tecniche, la sua visione politica. Il sito mette a disposizione il modulo per la richiesta di prestazione. Le richieste però non sono cumulabili.

L'iniziativa è nata provocatoriamente in risposta alle dichiarizioni demagogiche  pre-elettorali  di altri partiti che promettavano la creazione di un numero sconsiderato di posti di lavoro. Anche in Italia se ricordate, erano state fatte promesse di questo tipo, ma purtroppo a nessuno è venuto in mente di controbattere con una proposta come quella di Tania.

L'aspirante (è il caso di dirlo) senatrice ha già calcolato che con una media di 80 prestazioni orali al giorno, impiegherà circa 500 giorni per evadere tutte le richieste.

 
http://www.nee-antwerpen.be/index-eng.htm



Speriamo la eleggano..




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11 agosto 2007

Camera con vista - Charleroi (Belgio)

 

Senza parole




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29 luglio 2007

Il lato oscuro

In principio è stato un virus. seguito da una formattazione. poi è stato un problema hardware. dopo, l'installazione di un nuovo sistema operativo che non voglio nemmeno nominare perchè solo a scriverlo mi si rallenta il pc. poi un'altra formattazione, poi un problema sui driver della scheda grafica poi..poi.. poi un giorno ho visto un iMac24 in un negozio e ho sentito il fascino  e la bellezza del lato oscuro. adesso aspetto il parere finale di mgutman per completare il passaggio.




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25 luglio 2007

Il Minotauro

Problemi tecnici non completamente risolti e un periodo di vacanza sono stati la causa di un lungo silenzio. adesso però è arrivato il momento di ritornare con un nuovo post e di svelare al mondo, finalmente, la teoria sul Minotauro formulata dal compianto Zampanò, le cui riflessioni hanno ispirato il drammaturgo Taggert Chiclitz  nella sua famosa pièce teatrale.

Ecco la storia del Minotauro:


"Mi permetto di formulare la seguente teoria: il re Minosse non ha fatto costruire il labirinto per rinchiudervi un mostro, ma per nascondere un bambino deforme, il suo.
Il mito descrive il Minotauro come una creatura con la testa di toro e il corpo umano: in altri termini, un uomo con la faccia deforme. Credo che l'orgoglio abbia impedito a Minosse di accettare che l'erede al trono avesse sembianze mostruose. Di conseguenza, rinnegò la sua discendenza accusando pubblicamente la sua sposa Parsifae di aver fornicato con un bovino maschio. In possesso di sufficiente senso morale da trattenersi dall'assassinare la carne della sua carne, Minosse fece costruire un labirinto abbastanza complicato perchè suo figlio non potesse scappare, ma senza sbarre che potessero far pensare a una prigione. (E' interessante notare che, secondo il mito, la maggior parte degli ateniesi dati "in pasto" al Minotauro in realtà morirono di fame nel labirinto, segno che la loro morte era dovuta sopratutto alla complessità del dedalo più che alla presunta ferocia del Minotauro.)
Sono convinto che il labirinto sia una perfetta metafora della repressione. Le mie riflessioni hanno ispirato la pièce teatrale dal titolo Il Minotauro per la Seattle Repertory Company.
Ne offro un breve riassunto: Minosse una sera entra nel labirinto per parlare al figlio. Si scopre così che il Minotauro è una creatura dolce e incompresa, mentre i presunti ateniesi sono criminali già condannati a morte in Grecia. Minosse, di solito, li fa uccidere in segreto per poi dire che della loro morte è responsabile il terrificante Minotauro, assicurandosi in tal modo che gli abitanti di Cnosso non si avvicinino troppo al labirinto. Purtroppo uno dei criminali è fuggito dentro al labirinto, è incappato nel Minotauro e l'ha quasi ucciso. Se Minosse non avesse ucciso il criminale, suo figlio sarebbe morto. Inutile dire che Minosse era furioso. Si è sorpreso a prendersi cura del figlio, e la tristezza e il senso di colpa giungono agli estremi. Poi il re riesce a vedere oltre le deformità del figlio, e finisce per scoprire in lui uno spiriro elegiaco, una sensibiltà artistica e soprattutto, una visione del mondo utopistica. Un profondo amore paterno inizia a crescere nel cuore del re, che comincia a pensare a come reintegrare il Minotauro nella società. Purtroppo, le storie diffuse sulla bestia terrificante si rivelano il seme della tragedia. Ecco infatti arrivare Teseo, un prepotente, un mercenario ubriaco, un pò scemo, che, senza nessuno scrupolo, fa a pezzi il Minotauro. In una delle scene più commuoventi della pièce, Minosse, il viso rigato dalle lacrime, loda pubblicamente il coraggio di Teseo. La folla prende queste lacrime come un segno di gratitudine, mentre noi, il pubblico,comprendiamo che sta piangendo per il figlio. Il re ha il cuore spezzato, e per quanto si mostri ormai come un sovrano dei più equi, la sua giustizia è scolpita nel più profondo dei dolori".




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27 maggio 2007

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy: Lo sceriffo Bell insegue un criminale psicopatico cattivissimo tra il Texas e il Messico. Nel frattempo spiega la sua visione, parlando di valori antichi che non si ritrovano nella feroce violenza del presente:

La gente si lamenta della cose brutte che gli capitano senza che se le sia meritate ma non parla mai delle cose belle. Di cosa ha fatto per meritarle. Io non ricordo di aver mai dato a nostro Signore motivi particolari per sorridermi. Però lui mi ha sorriso.
 ....
Le storie si tramandano e la verità si tradisce. Come si suol dire. E probabilmente c'è chi pensa che ciò vuol dire che la verità non è abbastanza forte.Ma si sbaglia. Secondo me, dopo che tutte le bugie sono state dette e dimenticate, la verità sta ancora lì. Non va da nessuna parte e non cambia da un momento all'altro. Non si può corrompere così come non si può salare il sale. Non si può corrompere perchè è quella che è. E' la cosa di cui stai parlando. L'ho sentita paragonare a una roccia - forse nella Bibbia - e sarei anche d'accordo. Ma la verità resterà qui anche quando la roccia non ci sarà più. Sono sicuro che qualcuno non sarebbe d'accordo con questa idea. Parecchia gente, anzi. Ma questa gente non sono mai riuscito a capire in cosa creda.




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15 maggio 2007

Un racconto

Quella sera stessa scrissi il mio primo racconto. Mi ci vollero trenta minuti. Era la breve storia di un uomo che aveva trovato una ciotola magica. Quando piangeva nella ciotola le sue lacrime si trasformavano in perle. Ma benchè povero, era una persona felice, per cui piangeva raramente. Così doveva ideare dei metodi per rendersi infelice, affinchè le sue lacrime lo rendessero ricco. A mano a mano che le perle andavano accumulandosi, la sua avidità cresceva. Il racconto finiva con l'uomo seduto su una montagna di perle con un coltello in mano, che piangeva disperatamente nella ciotola, tenendo tra le braccia il cadavere della sua amatissima moglie.

Il cacciatore di aquiloni -
Khaled Hosseini




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13 maggio 2007

Il Re

Che io sia Re, mi pare sia cosa da non dubitare. V’è in me un modo regale di pensare, di opinare, di fantasticare, che non finisce di stupirmi e di allietarmi. Non riesco a pensare a cose umili e povere; ogni cosa deve avere un nome, collocarsi in una gerarchia, incedere o strisciare, ma in modo emblematico. Penso alle aquile; specie al primo dilùculo, nel silenzio tra notte e giorno, nel freddo che anneghittisce, in mezzo al distratto sgomento dei fiori, penso ad enormi aquile, ali metalliche e sapiente malvagità negli occhi. Un becco omicida, tirannico, ma non passionale. Intorno alla mia sorella aquila lo spazio è enorme, anch’esso feroce, ma se esso presume una geometria e null’altro, allora io sono la sua volatile ferita, la piaga a forma di becco, la firma di un becco sulla volta del cielo. Forse taluno considererà questa una immagine faticosamente barocca; ebbene, egli non è re; e pertanto di ciò non darò altra spiegazione.

Agli dèi ulteriori - Giorgio Manganelli




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12 maggio 2007

Ciò che resta

La vita è lunga se sai metterla a frutto. Ma alcuni sono mossi da un'avidità insaziabile, altri si sfibrano in cose inutili [..]
Molti sono ossessionati dall'altrui fortuna e preoccupati per la propria; i più, volubili e incostanti, senza uno scopo preciso si muovono in direzioni sempre nuove, spinti dalla superficialità: altri non individuano una finalità che li soddisfi e si fanno sorprendere dalla morte tra l'ottusità e la noia. Al punto che ritengo sia vero ciò che fu detto, come un oracolo, dal più grande dei poeti: ' Viviamo solo una piccola parte della nostra esistenza'.
    Per ciò che resta non è vita, ma tempo.

Seneca, La brevità della vita




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